Come si registra un demo musicale?
Come definizione di “demo di musica rock” s’intende quello che tutti i complessini musicali che ancora suonano questo tipo di musica, che, ricordo, è nata negli anni 50-60, cioè più di 50 anni fa, desiderano fare: una registrazione del loro lavoro, per poi, se si è fortunati, sottoporre a qualche “talent scout” di case discografiche che possa promuoverli nel luccicante mercato musicale…
In realtà, al giorno d’oggi, i canali per essere conosciuti non passano per forza di cose dalle case discografiche (le famigerate major). Il Web è una potenziale vetrina mondiale ben più potente che non le case discografiche. In ogni caso, una “demo”, possibilmente audio-video, è comunque necessaria.
Naturalmente, più la qualità tecnica è buona, più il “demo” ha la possibilità di farsi notare, e, quindi, il gruppo autore della stessa può avere un po’ di notorietà. Purtroppo la qualità si paga, ma, oggi, anche grazie ai progressi tecnologici, i costi possono essere relativamente ridotti: basti pensare che è possibile un servizio di remastering on line agli Abbey Road Studios per 90 sterline a brano… ma, oltre al remastering, estremamente importante per la qualità finale è la registrazione vera e propria, anche se, come sempre, se non si hanno idee musicali innovative o almeno al passo con i tempi e passione da vendere è meglio lasciare perdere facili entusiasmi.
Le registrazioni professionali prevedono che i vari strumenti musicali del complesso rock (batteria, basso, chitarra, tastiera, voce ecc) siano su una “traccia audio” separata dalle altre, in modo tale per cui, in fase di mixing e post processing, si possano comodamente adeguare i livelli di segnale relativi, le tonalità e aggiungere, se necessario, effetti quali eco, riverbero eccetera.
Questo e’ semplice per gli strumenti con un’uscita elettrica come le tastiere, meno per gli strumenti prettamente acustici come la batteria e la voce. Infatti, in questi caso, occorrono strutture insonorizzate ma adiacenti e con vetrate per fare in modo che i vari strumentisti si possano vedere durante la sessione di registrazione. E’ anche possibile, in ogni caso, suonare da soli sentendo le registrazioni degli strumenti registrati in precedenza.
Comunque, se non si pretende la perfezione, con un PC e appositi programmi di trattamento digitale del segnale audio, un mixer e qualche buon microfono, non e’ impossibile realizzare una buona demo di un complessino rock in una qualunque cantina e poi inviare il CD masterizzato o semplicemente il file MP3 prodotto via mail a chi (si spera) possa apprezzare il risultato.
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